Si parla spesso di psicologia dell’architettura, di come gli spazi che viviamo e fruiamo quotidianamente possano influenzare – in negativo e in positivo – le nostre esistenze. Di come il bello che noi percepiamo con gli occhi possa rendere bello anche il nostro spirito.Questa teoria è alla base del libro “L’architettura della felicità, l’arte segreta di arredare la vostra vita” del filosofo e scrittore svizzero Alain de Botton che, ormai cinque anni fa, ha deciso di mettere anche in pratica con il progetto “Living architecture”. Egli stesso ha chiamato alcune delle più famose archistar (MDRDV, tanto per citarne una) a progettare delle abitazioni da affittare, nell’ottica sia di riqualificare l’architettura inglese che di lanciare un particolare tipo di turismo “made in UK”. Case da sogno, tecnologicamente all’avanguardia ma allo stesso tempo ecofriendly, collocate in contesti da favola come la campagna e la costa inglese. Una volontà dichiarata di rendere democratica l’architettura: con poca spesa (i prezzi partono da circa 100 euro al giorno per quattro persone) chiunque può sperimentare la grande architettura contemporanea che “normalmente può essere vissuta solo in spazi di passaggio (aeroporti, musei, uffici) mentre le poche case moderne che esistono si trovano nelle mani dei privati e non possono essere visitate”.

Possiamo così organizzare un weekend fuori porta e pernottare in un fienile in bilico su un pendio, progettato dagli MVRDVTrascorrere qualche giorno nella “Dune House” dello studio Jarmund/Vigsnæs Architects, dove grandi vetrate permettono il continuo integrarsi tra interno ed esterno e regalano la sensazione di trovarsi tra le dune del deserto. Oppure passare una mini vacanza in quella che è stata definita una delle più spettacolari architetture di questo anno, la Life House di John Pawson.

Dando per scontata l’indubbia qualità architettonica degli edifici, qualche dubbio può sorgere sul concetto di democraticità dell’architettura. Vale davvero la pena una full immersion nel bello solo per pochi giorni (per di più a pagamento), se quando poi si torna a casa siamo poi circondati da brutte case, brutte scuole, brutte piazze?