Raramente emerge un singolo artista in grado di ridefinire così profondamente le assunzioni basilari di un periodo, tanto da dover essere considerato isolatamente. […] Nella formazione dell’architettura moderna emergono due figure di questo calibro creativo ed intellettuale: Le Corbusier e Frank Lloyd Writgh” [William J.R. Curtis]

La “casa sulla cascata” rimane una delle architetture più iconiche del Movimento Moderno, presente e radicata nell’immaginario collettivo anche per i non addetti ai lavori. A quasi ottant’anni dalla sua ultimazione, non si può rimanere indifferenti al suo fascino, così ancora straordinariamente attuale.

Fallingwater è un capolavoro tardivo nella carriera di Wright (la costruzione andò dal 1934 al 1937, quando l’architetto era ormai ultra sessantenne) e bene esprime il suo concetto di architettura organica. Cita Wright nel suo volume “Architettura Organica” del 1935: “Per Architettura Organica io intendo un’architettura che si sviluppi dall’interno all’esterno, in armonia con le condizioni del suo essere, distinta da un’architettura che venga applicata dall’esterno” .

Chiamato dal milionario Edgar J. Kauffman a progettare un buen ritiro nella campagna occidentale della Pennsylvania, al di sopra di una cascata nella gola di Bear Run, Wright fu inevitabilmente colpito dal contesto in cui la sua costruzione sarebbe andata ad inserirsi: il potente suono della cascata, la foresta tutto intorno, la gola con le sue drammatiche composizioni rocciose. Wright ideò quindi un edificio che permettesse la perfetta integrazione tra interno ed esterno, un riparo per l’uomo che tuttavia non lo isolasse dalla natura ma, al contrario, lo rendesse partecipe alla vita che si sarebbe svolta al di fuori della casa.

Il progetto si concretizzò quindi in un’architettura aerea, con mensole di cemento armato a sbalzo direttamente ancorate alla roccia di Bear Run. Eliminate il più possibile le pareti, la privacy agli abitanti della dimora era comunque garantita dai profondi aggetti dei piani sfalsati e dalle finestre a schermo. Come già nelle sue più famose prairie houses, Wright concentrò nel camino il cuore pulsante della casa: sorto direttamente dalla roccia di Bear Run, l’architetto lo collocò al piano principale, nell’ampio salone affacciato verso sud e fiancheggiato dalle famose terrazze a sbalzo. Queste, sebbene richiamino inequivocabilmente il Movimento Moderno, in qualche modo ne prendono comunque le distanze, sembrando quasi essere generate direttamente dalle stesse falde rocciose.

L’edificio è rimasto di proprietà della famiglia Kauffman fino agli anni Sessanta quando fu donata al Western Pennsylvania Conservancy, che la trasformò in una casa – museo aperta al pubblico. Nel 1991 è stata dichiarata “miglior opera americana di tutti i tempi” dall’ American Institute of Architects. Nel 1996 la Western Pennsylvania Conservancy intraprese un’importante campagna di restauro, affidato alo studio Robert Silman Associates. Il recupero si è reso necessario perché, sin dai primi momenti dalla sua edificazione se non addirittura già nel cantiere di Wright, Fallingwater ha sempre avuto problemi strutturali che hanno comportato fessurazioni della struttura e conseguenti infiltrazioni di acqua.

© Images courtesy of The West Pennsylvania Conservancy, www.fallingwater.org