Un paio di mesi fa ho partecipato alla V edizione del contest “Osservatorio sulla casa” di Leroy Merlin, incentrato sulla tematica della stanza da bagno ideale. Ecco com’è andata.

Come al solito ho procrastinato. Il bando del concorso di Leroy Merlin era uscito ad inizio anno, con una promettente deadline per il 31 maggio. “C’è tempo”, mi sono detta, e sono stata assorbita dagli altri lavori che avevo per le mani. Poi è arrivato maggio e ho pensato che sarebbe stata ora di darsi una mossa, ma c’è sempre stato qualcosa di più urgente, più “serio” da anteporre ad un concorso. A fine maggio un weekend lungo a Valencia, rientro in studio il 28 e, indecisa in un primo tempo se andare avanti iniziare o meno, mi convinco di provarci. Tre giorni a testa bassa, orari decisamente fuori dalla logica comune, e a poche ore della mezzanotte del 31 maggio clicco il tasto “submit”: upload del progetto completato.

I risultati sono arrivati poco meno di un mese dopo e mi hanno destabilizzata non poco perché il sistema che ospitava il contest mi aveva comunicato di essere la vincitrice. Segue quasi un giorno di euforia, salvo poi la doccia fredda di una email della piattaforma a rettificare il tutto: quella della prima email era una classifica provvisoria, riguardante solo uno dei giurati e non la commissione intera. Poche ore dopo, la seconda classifica: delusione, nuova rettifica, altro bug, nervosismo e speranze. Infine la classifica definitiva: ottava, su 51 progetti presentati attraverso la piattaforma e più di trecento pervenuti globalmente. Complessivamente, quindi, a parte la fantozziana illusione/delusione, un piazzamento più che soddisfacente tenendo conto delle condizioni all’intorno.

Chiusa la stressantissima parentesi delle graduatorie (che mi ha resa litigiosa, incazzosa e nevrotica con gran parte del genere umano in cui mi sono imbattuta nelle 48 ore successive) e sorvolando su alcuni aspetti non propriamente consoni al rigore di un concorso di idee, vi racconto un po’ più nel dettaglio il contest. Il tema, come anticipato, era lo studio della stanza da bagno ideale: bisognava presentare quattro micro – progetti di bagni secondo quattro tematiche individuate da Leroy Merlin e utilizzando esclusivamente i loro prodotti (un po’ un marchettone, ma giustamente essendo l’ente promotore del concorso…). Il quinto progetto, invece, riguardava il bagno ideale concepito dal progettista, senza vincoli particolari di tematiche o di prodotti da utilizzare. Aspetti fondamentali in fase di esame delle proposte sono stati i requisiti di praticità, ecosostenibilità, innovazione delle soluzioni proposte, benessere, comodità ed economia.

COLOR DESIGN

Un habitat giovane e molto energico, dinamico, positivo. Il bianco è esaltato da colori primari e fluo, plastiche traslucide, finishing laccati.

Nel progetto, il colore bianco diventa la tela su cui dipingere. con vivaci pennellate di colore. Flash luminosi ritornando negli elementi di arredo, nei setti murari e soprattutto sul soffitto, dove un disegno geometrico ricorda le mappe delle metropolitane delle metropoli a cui questa tipologia di bagno si ispira.

CLASSICO CHIC

La tendenza classico chic rimanda al mondo borghese, vintage e sofisticato. Colori tenui mixati ad altri più saturi, velluto, bagliori metallici, vetro bronzato, marmo, elementi jungle. Di questa tendenza in realtà vi ho già accennato a qualcosa, con i post sul mood urban jungle e modern classic

Lo stile classico viene rivisitato in chiave moderna nel mio progetto bagno. Le superfici sono trattate con smalti brillanti che richiamano la classiche boiserie in legno; un setto a tutta altezza divide idealmente lo spazio del relax da quello della toilette, dove una carta da parati fotografica diventa scenografico elemento di arredo.

URBAN ECO

Un mood che si basa sullo stare bene e sul recupero del tempo, sull’empatia, sull’armonia e sul silenzio: lo slow living, la consapevolezza ecologica. Ne sono protagonisti i materiali naturali, derivanti da lavorazioni non inquinanti; forme essenziali, basiche e funzionali. Legno, colori naturali, rimandi al design e alle geometrie scandinave, al vintage anni Cinquanta.

 

Semplicità e linee pulite caratterizzano questo bagno, attento anche alla funzionalità dello spazio. Le piastrelle richiamano il design scandinavo e ben si sposano con lo smalto verde che riveste a scatola l’ambiente e che esalta gli accenti dei legni nordici.

TRADIZIONE

Uno stile che richiama le cose “fatte bene” di una volta e riporta alle radici di ognuno di noi, con richiami alla storia locale, al folklore, la cultura popolare, al vissuto. Via libera ai colori terrosi, ai tessuti grezzi, alla pietra porosa, alle cementine e agli azulejos.

Nel mio progetto, il pavimento ricorda le vecchie tavole in legno e si mescola con le piastrelle che ricordano le cementine di una volta. Elemento principe è la grande vasca da bagno freestanding, che richiama i bacili di legno. I colori caldi e terrosi riportano la mente ad un’atmosfera di quiete e di casa.

LA STANZA DA BAGNO IDEALE SECONDO ME

Il bagno contemporaneo non è più una stanza marginale della casa, ma diventa un vero e proprio spazio da vivere, dove dedicare attenzioni alla propria persona e ritrovare se stessi. La forma si sposa a requisiti fondamentali quali la comodità, il risparmio, la salute e il rispetto per l’ambiente. Il design perde di funzione se non è a disposizione sempre e per tutti. Per questo motivo il layout progettuale prevede una certa flessibilità pur in uno spazio ristretto. L’idea di rinunciare al bidet per uno “smart wc” (in grado anche di sfruttare i principi della cromoterapia, assorbire i cattivi odori ed essere controllabile in remoto) regala uno spazio in più da vivere. Inoltre consente una più facile adattabilità dell’ambiente, soprattutto nell’ottica del superamento delle barriere architettoniche. Questo è possibile grazie a divisori ambientali modulari e facilmente rimovibili (il setto in tubi di cartone ricilato e la fiorirera vetrata) e ad un arredo anch’esso flessibile. In particolare, il mobile bagno è costituito da una struttura metallica, con la barra inferiore rimovibile per consentire l’agevole accostamento di una sedia a rotelle.

Tutto il bagno è rivestito in micro cemento. Questa scelta, oltre al fattore estetico, premia anche l’aspetto economico ed ecologico poiché è un materiale applicabile sul supporto esistente, riducendo così i costi per la demolizione e l’impatto ecologico dello smaltimento macerie. Aspetto da tenere particolarmente in considerazione in un panorama edilizio come quello italiano, dove le ristrutturazioni hanno un’incidenza nettamente maggiore rispetto alle nuove costruzioni. Il sistema di illuminazione prevede l’installazione di lampade a risparmio energetico. Questa scelta, oltre al fattore estetico, premia anche l’aspetto economico ed ecologico poiché è un materiale applicabile sul supporto esistente, riducendo così i costi per la demolizione e l’impatto ecologico dello smaltimento macerie. Inoltre, prevedendo già future modifiche, è possibile predisporre il layout della stanza senza doverlo stravolgere in futuro, impattando minimamente sui costi. I colori chiari e le superfici satinate permettono alla luce di entrare ed ampliarsi, creando un ambiente luminoso, piacevole e salubre. L’arredo è integrato con piante vegetali. Oltre al beneficio percettivo che il verde porta all’interno delle case, è possibile sfruttare le particolari capacità delle piante di ridurre gli inquinanti ambientali, intrappolando gas e sostanze nocive responsabili dell’inquinamento indoor. L’attenzione all’ambiente si riscontra nella scelta di materiali di facile reperimento e soprattutto frutto di un processo di riciclaggio. La doccia ha due pareti rivestite in piastrelle esagonali di vetro riciclato: la loro peculiarità risiede anche nella moltitudine di riflessi che il vetro conferisce loro.

Il 4 luglio si è tenuta la premiazione, nell’interessante location di Presso a Milano.

Ecco il video dell’evento:

Pubblicato da Osservatorio sulla Casa su Mercoledì 4 luglio 2018

In conclusione? La delusione per come sono andate le cose è stata tanta, non lo nego, perché se non avessi avuto l’illusione della vittoria avrei sicuramente goduto al meglio di questa esperienza. L’impressione – volendo anche condivisibile, vista la mission aziendale – è che si sia voluto puntare molto al mondo universitario, scegliendo tra gli ambassadors giovanissimi designer ancora totalmente immersi nel mondo accademico (io a 35 anni ne sono ormai fuori e questo non lo vedo necessariamente come un male). E’ solo da questa edizione che l’Osservatorio sulla Casa si è aperto anche al mondo extra universitario.

Ma dato che, come vi ho già detto (vi ricordate la storia in questo post?), si deve imparare qualcosa anche dalle batoste, sono stata felice di poter approfondire una tematica particolare come quella del mondo bagno. Soprattutto ho capito che, anche in un segmento di mercato medio e sicuramente non di lusso o di nicchia, come il target rappresentato appunto da Leroy Merlin, se ci sono delle buone idee alla base si possono sviluppare comunque progetti interessanti e spendibili.

Parteciperò alla prossima edizione dell’Osservatorio sulla Casa? Se la tematica sarà interessante come questa, se le “regole di ingaggio” saranno meglio raffinate e soprattutto se non verrò bannata per questo post (:P) sicuramente sì!

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