Lo ammetto, ho disertato il Salone per alcune (troppe) edizioni. Il bello e il brutto della libera professione è la gestione del tempo, cosa che non sempre riesce bene e spesso ci si trova a combattere contro scadenze e consegne improrogabili *spoiler: vincono loro*. Quest’anno però sono stata brava, mi sono organizzata bene e ho potuto ritagliarmi una giornata da dedicarmi alla Milano Design Week. Continuate a leggere il post, vi porto con me!

Vitra

La prima impressione è stata quella di una generale uniformità tra le proposte, soprattutto quelle dei big del design. E’ chiaro ormai, che anche l’arredamento segue i dettami della moda e, come tale, detta infuenze e si conforma ad esse.

Cattelan Italia

Quello che più mi ha colpita è stata la palette proposta con ricorrenza.Toni scuri: nero, antracite, tortora, tabacco accompagnati a legni dark come il rovere tinto e il noce canaletto. La sensazione è quella di ambienti estremamente eleganti e ricercati, talvolta quasi austeri ma indubbiamente di classe. Il mood era già nell’aria da un po’ di tempo in effetti, come per la tendenza “modern classic” di cui ho parlato in qualche post fa. Ecco quindi che dal fondale dark emergono i marmi (bianchi come il Calacatta o scuri, venati), non solo nel rivestimento delle superfici di pavimenti e pareti, ma con grandissimo impiego nei piani dei tavoli da pranzo, ma anche nelle madie, nelle librerie, nei top dei tavolini da caffé.

Cattelan Italia

Brillano bagliori di metalli preziosi, bronzi, ori e ottoni, mentre ho visto pochissimo rame e rose golden, che gli scorsi anni imperavano un po’ ovunque.

Badari Firenze

KartellAnche le superfici dei tessili sono preziose, piacevoli al tatto, tanto velluto declinato in colori saturi come l’ottanio, il vinaccia, il rosa, l’ocra.

Badari Firenze

Dal punto di vista più strettamente legato all’arredo, ho notato una grande attezione per la libreria.

dav

Paradossalmente, in un momento storico in cui il libro cartaceo è sempre meno diffuso, la libreria diventa l’elemento dominante del soggiorno, proposta in numerosissime versioni: in metallo, sospesa, con inserti vetrati, in moltissimi casi passante, a dividere due ambienti.

Lago Design

Tantissimi elementi a giorno quindi, e forse anche per questo motivo sono tornate in auge le madie, basse credenze che perdono la loro caratteristica di “arredo povero” e si trasformano in piccoli gioielli di design, con marmo, oro, superifici fortemente texturizzate. Nessuna grande novità a mio parere per i divani, che continuano ad avere sedute profonde, schienali bassi, braccioli importanti e molte possibilità di combinazione delle sedute.

Moroso

Quello che però ho notato (e molto apprezzato, essendone una grande fan!) è il ritorno della poltroncina, anche in questo caso strizzando un occhio al lusso: piccole gemme colorate di pelle o velluto, dai colori accesi.

Classicon

Rimangono poi i grandi classici delle poltrone di design, che le principali aziende hanno riproposto, aggiornandone rivestimenti e texture.

Zanotta

Poche voci fuori dal coro, legate soprattutto al desing inconfondibile di marchi famosi come Vitra, Kartell e Zanotta. Nei loro stand ho visto gamme cromatiche molto diverse dal trend generale, alcune più vicine allo stile scandinavo, con legni chiari e colori pastello o accesi.

Vitra

Totalmente a se stante lo stand di Seletti, perfettamente coerente con il suo stile quasi kitsch: rossetti, banane, graffiti che strizzano l’occhio alla street art, lampade a forma di scimmia e di corvo.

Seletti

Ma si tratta appunto di sporadici bagliori colorati in un sottobosco di proposte estremamente dark. In sostanza, uno stile molto definito e impegnativo, che a me piace molto ma incontra forse di più il gusto estero: la presenza di buyer e designer stranieri era palesemente evidente, segno che il design italiano sia sempre una bandiera in tutto il mondo.

Kartell

La visita dei padiglioni di Euroluce ha confermato infine quello che già pensavo: l’illuminazione non è più un complemento, i corpi luce sono spesso i protagonisti principali dell’interior design.

iVbia

Questo sia per elementi estremamente minimali, come ad esempio le lampade di Vibia, sia per le proposte più elaborate, come l’enorme lampadario di Preciosa, più vicino ad un’installazione artistica che ad una lampada.

Preciosa

D’altra parte, in un ambiente che il trend propone come estremamente scuro, si può apprezzare meglio tutta la bellezza di questi gioielli del design.

Swarowski

Inoltre, le nuove tecnologie propongono sempre più elementi integrati con le strutture della casa: le lampade sono integrate nei muri e nei soffitti, tagli di luce totalmente indipendenti da un corpo lampada.

Kinetura

E voi siete stati al Salone del Mobile? Cosa ne pensate di queste nuove tendenze? Se è solo una moda tranistoria o qualcosa destinato a durare, lo scopriremo solo il prossimo anno. Da parte mia, nizierò ad organizzarmi fin da ora per poter partecipare alla Design Week… chissà che riesca anche (finalmente!) a fare un salto al Fuori Salone!

Disclaimer: tutte le foto sono state realizzate da me. Mi fa piacere una condivisione, ma per favore citate le fonti!

Related Post