Da Winterfell a King’s Landing, fino alle città libere di Pentos e Mereen. Un viaggio nell’architettura de “Il trono di spade”.

Ci sono lunedì e lunedì. E nella mia personale definizione di “blue monday”, questo lunedì 20 maggio 2019, ci casca a pennello. Posizionata davanti al pc, sto sperando che la terza dose di caffé compensi le ore di sonno che ho perso stanotte.

Una preview del finale di stagione. Fonte: Wired.

Sono infatti parte di quel nutrito gruppo di scellerati che ha puntato la sveglia alle 3 per vedere il finale del “Trono di spade”, in diretta in contemporanea dagli USA. Un finale che posso riassumere con un laconico “meh”, che a mio parere ben calza a tutta quest’ultima stagione. Tuttavia, se tante perplessità ha suscitato la stagione finale, è innegabile che la serie tv targata HBO e nata dalla fervida fantasia di George R.R. Martin, in questi 10 anni si è dimostrata uno show dei record, un Re Mida televisivo in grado di trasformare in oro qualsiasi cosa abbia toccato.

Fonte: sololibri.it

Le intricate storie e le vicissitudini di Danerys Targaryen, Jon Snow, Cersei Lannister e compagnia bella hanno più volte diviso le opinioni del pubblico, ma ci sono stati un paio di elementi che hanno sempre messo d’accordo gli spettatori. La superba colonna sonora di Ramin Djawadi. E le ambientazioni, sapientemente ricreate tra atmosfere fantasy e ricostruzioni storiche da un team di scenografi e set designer. Un’opera titanica quest’ultima, come testimonia Deborah Riley (art director e set designer con un percorso formativo da architetto), che ha dichiarato di aver utilizzato in un solo anno ben 65 carte di imbarco per trovare le giuste location, prendendo ispirazioni da architetti e da posti da lei stessa visitati.

Un intenso lavoro di ricerca, al quale si è poi affiancata una stretta collaborazione con gli addetti alle modellazioni 3d e agli effetti speciali che, soprattutto in quest’ultima stagione, hanno avuto il loro bel da fare (Dracarys!).

Il potere distruttivo dell’Altofuoco (e degli effetti speciali). Fonte: Game of Thrones Wiki.

D’altra parte, l’importanza architettonica del set è da sempre stata un elemento focale: non un semplice fondale di scena, ma un vero attore protagonista.

Se vi troverete a viaggiare per l’Europa e ad avere una sensazione di deja – vu, è perché forse siete già passati in quei luoghi mentre vi trovavate a girare per i Sette Regni. Ecco quali potrebbero essere.

KING’S LANDING

King’s Landing. Fonte: Newseek

La capitale dei Sette Regni, città tanto corrotta e decadente quanto esotica e affascinante, è in realtà un mix di scorci colti da diverse città del Mediterraneo. Fort Manoel a Malta è il triste proscenio della decapitazione di Ned Stark, mentre Dubrovnik in Croazia viene utilizzata per le riprese della Baia delle Acque Nere, sulle quali campeggia la Fortezza Rossa, dove è custodito il Trono di Spade.

La Baia delle Acque Nere (Golfo di Pile a Dubrovnik) nella scena in cui la principessa Myrcella lascia approdo del Re. Fonte: https://gretastravels.com/game-of-thrones-filming-set-in-dubrovnik/
Fonte: https://gretastravels.com/game-of-thrones-filming-set-in-dubrovnik/
Anchei celebre cammino della vergogna di Cersei è stato girato a Dubrovnik. Shame!

Anche la Spagna presta ambientazioni per King’s Landing. La celebre scalinata davanti al tempio di Baleor, dove Jaime Lannister irrompe per fermare il cammino della vergogna di Margaery, è quella della Cattedrale di Girona, splendida edificazione romanica/gotica dei secoli XI e XII.

La cattedrale di Girona. Fonte: Westagram

WINTERFELL

Winterfell. Fonte: JustNerd

Le porte del castello di Winterfell, casa dei Protettori del Nord e ultimo Regno prima della Barriera, sono testimoni di sanguinose battaglie. Con la sua doppia cinta muraria, rappresenta l’archetipo del castello medievale, una fortezza solida e difficile da espugnare. Anche in questo caso sono stati utilizzati diversi castelli per ricreare la dimora degli Stark, fortezze collocate nel nord dell’Inghilterra e dell’ Irlanda. Il cortile interno di Grande Inverno è stato ricostruito a Castle Ward, a Strangfod Lough, nella contea di Down, Irlanda del Nord.

Castle Ward. Fonte: Fanpop

L’episodio pilota, tuttavia, è stato ambientato nella fortezza medievale di Scotland’s Doune, in Scozia: è da una delle sue torri che cade il piccolo Bran, dando inizio alla saga.

DORNE

Palazzo Martell a Dorne. Fonte: Businessinside
L’Alcazar di Siviglia. Fonte: mondofox,.it

L’Alcazar di Siviglia è il luogo incantato in cui sono ambientati i giardini d’acqua dei Martell. Le atmosfere esotiche e arabeggianti sono state il set ideale per ambientare il regno più meridionale di Westeros.

LA STRADA DEL RE

La Strada del Re nello show tv. Fonte: BadTv
Uno scenario magico anche nella realtà. Fonte: Bored Panda

La Strada del Re unisce i poli estremi del reame, dal Castello Nero sulla Barriera a King’s Landing. Più volte percorsa dai protagonisti del Trono di Spade – alcuni di loro con un biglietto di sola andata, ahimé – si tratta di una strada realmente esistente, così come gli alberi che la fiancheggiano, le “Dark Edges” (“siepi oscure”) volute dagli Stuart nel XVIII secolo. La Bregagh Road costeggia il villaggio di Armoy, nella contea di Antrim, Irlanda del Nord.

OLTRE LA BARRIERA

Fonte: MondoFox

Non solo bellezze architettoniche, ma anche paesaggistiche ed ambientali. Queste ultime ricorrono soprattutto nelle scene filmate oltre le Barriera, nelle terre libere dei Bruti. L’amore tra Jon Snow e la burta Ygritte ha proprio come sfondo questo meraviglioso patrimonio ambientale, come le grotte di Griotagja nel nord est dell’Islanda, vicino al lago Myvatn.

PENTOS

Il matrimonio Dothraki. Fonte: GuideMeMalte.
Azure Window. Fonte: Skyskanner.

L’ Azure Window (isola di Gozo, Malta) è un’altra bellezza naturale che incornicia una storia d’amore. E’ qui che viene celebrato il matrimonio tra Daenerys e Khal Drogo. Un arco naturale in pietra alto ben 50 metri.

MEREEN

La fortezza di Klis in Croazia. Fonte: Mersad Donko Ph.

Nella città di Mereen, la madre dei draghi Daenerys libera gli schiavi dalle catene e crocifigge i loro Maestri lungo una strada che si inerpica su un’altura. Nella reatà trova in Croazia, e serpeggia verso la fortezza di Klis.

Una delle Textile Block House di Wright (a destra) e il palazzo di Daenerys a Mereen. Fonte: Monica Pnojavic.

Non solo richiami all’architettura antica tuttavia… C’è qualcosa di Frank Lloyd Wright nelle vetrate del palazzo della Khaleesi, oltre che un richiamo decorativo nelle murature del palazzo, riferimento alle Textile Block Houses losangeline di Wright, in particolare la Ennis House e la Millard House.

BRAAVOS

Braavos. Fonti: Skyscanner ( a sinistra) e Winter Is Coming (a destra)

L’ingresso alla città libera di Bravoos è marcato dalla presenza di una possente statua, poggiante i piedi su due lingue di terra. Si tratta di unchiaro rimando al Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo classico. La città in cui Arya Stark conosce il Dio dai Mille Volti richiama Venezia, per la presenza dei numerosi canali, ed è stata ricreata in Croazia, nella città medievale di Šibenik.

QARTH

Torre Minčeta, la Casa degli Eterni. Fonte: BuzLand

Anche le scene ambientate a Qarth – la città più meridionale di Essos – sono state girate in Croazia, nella città di Lokrum, in particolare nel monastero e nel Palazzo del Rettore.

Il monastero di Lokrum. Fonti: Skyscanner (a sinistra) e Mersad Donno Ph. (a destra)

Anche l’iconica scena nella Casa degli Eterni, dove Daenerys avrà importantissime visioni sul suo futuro, è stata fimata in Croazia, nella Torre Minčeta vicino a Dubrovnik.

Location affascinanti e magiche, come lo è stato tutto il viaggio attraverso i Sette Regni. Perché, a mio parere, il successo del “Trono di Spade” risiede in questa frase di Martin: “Il miglior fantasy è scritto nella lingua dei sogni. È vivo, come sono vivi i sogni, più reale della realtà – per un momento, almeno…quel lungo magico momento prima di aprire gli occhi e alzarci.
Il fantasy è argentato e scarlatto, indaco e azzurro, ossidiana con venature dorate e lapislazzulo. La realtà è di linoleum e plastica, fatta di marroni fango e verde oliva. Il fantasy ha il sapore di peperoncini e miele, cannella e chiodi di garofano, di rara carne rossa e vino dolce come l’estate. La realtà sa di fagioli e tofu, e cenere alla fine. La realtà è fatta di gelidi centri commerciali a Burbank, i camini di Cleveland, un parcheggio di Newark. Il fantasy è le torri di Minas Tirith, le antiche pietre di Gormenghast, le sale di Camelot. Il fantasy vola sulle ali di Icaro, la realtà sulla Southwest Airlines. Perché i sogni diventano tanto più piccoli quando finalmente diventano veri?
Leggiamo il fantasy per ritrovare i colori, credo. Per assaggiare forti spezie e ascoltare il canto delle sirene. C’è qualcosa di antico e vero nel fantsy che parla a qualcosa di profondo dentro di noi, al bambino che sognava quel giorno in cui avrebbe cacciato di notte per le foreste, e avrebbe festeggiato sotto le colline cave, e trovato un amore che sarebbe durato per sempre in qualche luogo a sud di Oz e a nord di Shangri-La.Possono tenersi il loro paradiso. Quando morirò, voglio andare nella terra di Mezzo.
” 

https://amzn.to/2WdywME
Coffee is coming! Fonte: Amazon

Io, per il momento, andrò a farmi un altro caffé.