Un home office per lavorare da casa: qualche ispirazione per organizzarlo.
La pandemia da Covid19 ha stravolto le vite di tutti negli ultimi mesi. La ripresa sta iniziando a prendere forma: torneremo alle vecchie abitudini, ma nella convivenza con il virus qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Tra queste, sicuramente il modo di lavorare: smart, agile ma comunque da casa.
 

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Tante volte ho pensato che la generazione dei nostri nonni ha vissuto un cambiamento epocale e lo ha vissuto in prima persona, soffrendo, adeguandosi, cambiando. Tante volte ho pensato che la mia, di generazione, non sarebbe mai stata protagonista di un cambiamento così. E invece, oggi è lampante, è quello che sta succedendo oggi. Siamo dentro tutti, mani e piedi, in questo vortice che da più di due mesi ci ha colti di sorpresa e ci ha messi di fronte ad una realtà con cui abbiamo dovuto fare velocemente i conti, in un momento in cui non solo era difficile pianificare, ma era molto facile anche perdere la testa. Non che tutto sia passato, chiaramente. Ma forse adesso possiamo iniziare a tirare qualche linea e a capire che tante cose non potranno più essere come prima. Non mi sto riferendo a scenari a grande scala, che inevitabilmente sono stati stravolti, ma anche alle piccole cose della vita di tutti i giorni. Il caffè al bar, il recarsi al lavoro e il lavoro stesso. Ho sperimentato in prima persona lo “smart working” che per me, essenzialmente, è stato un più banale lavorare da casa… in una delle prima domeniche di marzo, in attesa dell’ennesimo decreto, ho arruolato mio marito e siamo andati nel mio studio. Al volo ho recuperato le cose più importanti per poter lavorare: pc, chiavetta per la firma digitale, qualche faldone. Arrivati a casa, ho riposto il portatile che per qualche giorno avevo utilizzato come muletto e ho riallestito la mia postazione. Ero diventata una fortunata detentrice di un “home office”. E fortunata mi ritengo, perché ha casa mia ho potuto utilizzare una stanza che al momento è rifugium peccatorum e nella sua meravigliosa accozzaglia di funzioni (l’asse da stiro convive ormai da tempo con un tapis roulant e una chitarra) mi ha permesso di poter piazzare anche una spaziosa scrivania, dalla quale sto scrivendo anche adesso.

Valiant House, architetto Anna Rozen, Melbourne.

Nell’incertezza di questi giorni, appare ormai evidente la necessità di imparare a convivere con questi nuovi stili di vita: le mascherine diventeranno un accessorio di moda, ordineremo sempre più online e, sì, impareremo a lavorare da casa. Per fare questo nel modo ottimale, è necessario poter avere uno spazio a disposizione e non necessariamente questo deve (può) essere una stanza dedicata all’ufficio. Anzi, è molto probabile che la tendenza sia quella di ricercare la flessibilità degli spazi.

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Le pareti attrezzate sono quelle che permettono la migliore integrazione di un angolo studio in soggiorno. Modulari e componibili, consentono di decidere liberamente quanta parte dedicare alla scrivania e quanta ai contenitori. Una seduta minimale può essere facilmente riposta sotto la mensola quando non viene utilizzata.

La proposta di Giessegi.

Se l’ingresso è sufficientemente spazioso, si può ipotizzare di posizionare uno scrittoio, magari anche antico a contrasto con una seduta decisamente moderna.

Scrittoio d’epoca e sedia icona del design: Panton Chair di Vitra.
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Oppure è possibile sfruttare una nicchia attrezzandola con mensoloni e scaffali. Attenzione però: se l’ambiente è cieco, come in questo caso, il progetto illuminotecnico diventa fondamentale per garantire un buon comfort visivo.

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Un piccolo scrittoio può essere posizionato anche in camera da letto, magari condividendolo con l’angolo beauty. Anche in questo caso può trattarsi di un sistema integrato al guardaroba, oppure una soluzione freestanding con minimo ingombro.

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Trasformare il balcone in ufficio? Qualcuno ci ha pensato, proponendo soluzioni come scrivanie appese alla ringhiera. Sicuramente bello da vedersi, ma poco pratico per lavorare al pc: troppa luce interferisce con un monitor.

Desk da balcone, in vendita anche su Ebay. Immagine via Pinterest.

Se invece si parla di giardino d’inverno, le cose sicuramente cambiano: con un buon sistema di tendaggi, è possibile lavorare in modo confortevole con il benefit del sentirsi circondati dal verde.

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Cosa ne pensate dell’home office? Avete sperimentato nuove soluzioni alternative per lavorare durante il lockdown? Credete che sia un trend destinato ad affermarsi?

Fatemi sapere e buon ritorno al lavoro, smart o tradizionale che sia.